Uwabaki, le scarpe giapponesi

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Avrai sicuramente fatto caso mentre leggevi un manga o guardavi un anime, che all’arrivo a scuola i nostri personaggi si tolgono le scarpe che hanno indosso per sostituirle con un altro paio che sembrano quasi pantofole, solitamente tutte bianche. Sto parlando degli uwabaki!

Non solo a scuola, ma in molti edifici pubblici, come a lavoro o negli ospedali, ma anche in casa, vengono utilizzate queste pantofole, gli uwabaki, perché proibito usare le scarpe con cui si cammina per strada. Ma come mai c’è questo cambio di calzature? Perché è addirittura vietato rimanere con le proprie scarpe? Scopriamolo insieme.

L’utilizzo degli uwabaki

I protagonisti di Hiyokoi - Il pulcino innamorato, seduti in classe con indosso le uwabaki
I protagonisti di Hiyokoi – Il pulcino innamorato, seduti in classe con indosso le uwabaki

A differenza di noi occidentali i giapponesi, trovano che sia “maleducato” entrare negli edifici o in casa con le scarpe utilizzate all’esterno, per questo le sostituiscono con le pantofole o le uwabaki (obbligatorie a scuola), una calzatura morbida con la suola in gomma colorata, per identificare l’anno a cui si fa parte. All’ingresso di ogni istituto, tutti gli studenti hanno il loro armadietto (getabako) dove fare il cambio di scarpe con le proprie uwabaki.

Questa sostituzione avviene per poter sporcare il meno possibile il pavimento delle scuole. In Giappone non ci sono inservienti che si occupano della pulizia e custodia dell’edificio, tanto che sono proprio gli studenti a turno a rimanere in classe per riordinare, proprio come si vede in alcuni manga e anime scolastici. A casa, invece, appena entrati dalla porta c’è una parte d’ingresso che si chiama genkan, in cui si lasciano le calzature con cui si è arrivati da fuori, per utilizzare le proprie pantofole o uwabaki. Anche gli ospiti sono tenuti a rispettare questa regola, ogni buon padrone di casa tiene sempre delle pantofole in più per prestarle agli invitati.

L’uso di queste calzature non fa parte della tradizione giapponese, ma si è diffusa nel 1875, quando la prima scarpa di tela con la suola elastica, chiamate Plimsoll, diventò il simbolo di tutti gli sportivi nei primi anni dell’800. Dapprima furono utilizzate soltanto negli ospedali, successivamente con l’arrivo dell’insegnante di attività sportive, l’inglese Frederick Strange, precisamente ad Ichiko, si diffusero anche nelle scuole, prendendo il nome di uwabaki.

Mentre l’usanza di togliersi le scarpe prima di entrare in casa e successivamente anche nei luoghi pubblici, sembra che risalga all’età preistorica, soprattutto nel periodo Heian, le classi sociali nobili toglievano le calzature usate all’esterno della casa, per mantenere un certo igiene. Così con il passare degli anni la tradizione nipponica rimase, di conseguenza si diffusero i getabako, una sorta di scarpiera, che si trova sia nelle abitazione private che nei luoghi pubblici, come nelle scuole.

I getabako

I getabako all'ingresso di una scuola
I getabako all’ingresso di una scuola

Spesso queste scarpiere chiuse, in cui ogni scomparto è assegnato ad uno studente, oltre a contenere gli uwabaki, possono funzionare come veri e propri armadietti, in cui può capitare di trovare una lettera d’amore. E’ uno dei tanti modi con cui i giapponesi si dichiarano (kokuhaku) alla persona che gli piace, una scena che ci capita di ritrovare in manga e anime shojo. Purtroppo a volte vengono anche utilizzati per atti di bullismo, infilando spazzatura o fogli pieni d’insulti nello scomparto, che ritroverà il povero malcapitato appena andrà a riprendere le scarpe per tornare a casa.

Conoscevi già questa tradizione? Cosa ne pensi dell’usanza di togliersi le scarpe e cambiarle con gli uwabaki?


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