Il Giappone e lo sport: il kyudo

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In alcuni manga e anime lo sport del kyudo lo si vede soprattutto praticato a scuola nei club frequentati dopo le lezioni, ma come in ogni cosa che riguarda il paese del Sol Levante, anche dietro a questo sport c’è una grande tradizione.

Il kyudo, o kyujuutsu (la via dell’arco) è considerata un’arte marziale giapponese, al pari del kendo o del karate. Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale è stato associato allo zen da uno scrittore tedesco, Eugen Herrigel, nel suo libro Lo zen e il tiro con l’arco, diventato un emblema della cultura giapponese. Anche se in realtà inizialmente il kyudo non aiutava ad allenare lo spirito e non era considerato un modo per avvicinarsi alla pratica dello zen, ma solo un’arte militare, vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

Che cos’è?

L'abbigliamento utilizzato per praticare il kyudo
L’abbigliamento utilizzato per praticare il kyudo

Le origini del kyudo risalgono all’età della pietra, a testimoniarlo c’è il ritrovamento di alcuni pezzi di un arco. Questa particolare pratica di tiro con l’arco non è solo uno sport, ma è un’arte piena di valori, come l’onestà, il controllo di sé e le tradizioni. L’uso dell’arco nel periodo medioevale del Giappone era molto importante, secondo solo alla spada, è un simbolo celebre nella cultura nipponica usato sia come arma che nei rituali.

Una delle caratteristiche più importanti del kyudo è il tipo di arco che viene utilizzato, lo yumi, si tratta di un modello molto lungo, supera i 2 metri di lunghezza ed è asimmetrico, quindi la parte superiore a partire dall’impugnatura è più lunga rispetto alla parte inferiore e solitamente è in legno o fibra di carbonio per i principianti.

Non ha nessun dispositivo per mirare il bersaglio, bisogna affidarsi alla propria postura, considerando anche gli agenti esterni, ma soprattutto bisogna avere il controllo della propria mente.

Esistono due tipi di yumi: il daikyu, più lungo per l’arciere a piedi e il hankyu, più corto per quello a cavallo, ma il kyudo è l’arte dell’arco in cui viene usato il daikyu. Il tiro con l’arco equestre invece, iniziò a prender piede nel periodo Kamakura e nel periodo Edo l’arco era una delle prime armi che i soldati e i samurai dovevano imparare ad utilizzare assieme alla spada lunga, sostituito successivamente dalle armi da fuoco, diventando così una vera e propria arte marziale.

Gli stili del tiro con l’arco sono tanti e diversi, praticati sin dall’epoca Meiji, oggi grazie ad alcuni maestri dell’arte del kyudo gli stili sono stati uniformati, decidendone alcuni principali, in modo tale che ogni arciere possa scoccare frecce assieme ad un altro, senza più differenze in base alla provenienza e alla religione.

Un insegnamento fondamentale del kyudo è “Grazie a un’attitudine corretta si ha un tiro corretto”, questo significa che quando si scocca una freccia, per quanto si possa essere decisi a mirare il bersaglio, ma si sbaglia, la colpa è data soltanto dalle nostre azioni. Infatti c’è una giusta postura da mantenere, la colonna vertebrale distesa, petto in fuori, il giusto bilanciamento tra la propria destra e la propria sinistra, concentrare la propria energia nel Tanden, cioè il punto al centro del corpo, 2-3 cm sotto l’ombelico. Oltre a tutte queste accortezze, distendendo bene l’arco e svuotando la mente si può scoccare un tiro perfetto.

Shaho hassetsu

Una delle otto tappe del shaho hassetsu da eseguire prima di scoccare la freccia
Una delle otto tappe del shaho hassetsu da eseguire prima di scoccare la freccia

Sono le otto tappe che chi pratica il kyudo deve rispettare per poter scoccare la freccia nel migliore dei modi, colpendo il bersaglio.

  • Ashibumi: il giusto posizionamento dei piedi.
  • Dozukuri: l’asse centrale del corpo deve rimanere eretto.
  • Yugamae: incoccare la freccia nel modo giusto.
  • Uchiokoshi: l’arco deve superare l’altezza della testa.
  • Hikiwake: abbassare l’arco ed iniziare a tenderlo.
  • Kai: tensione completa dell’arco, svuotare la mente e sentirsi tutt’uno con arco e freccia.
  • Hanare: scoccare la freccia.
  • Zanshin: anche dopo che la freccia è partita bisogna mantenere la posizione descritta nel Kai.

L’abbigliamento utilizzato nell’arte marziale del kyudo consiste in un largo pantalone nero, una veste bianca, calzature bianche, un guanto sulla mano destra che tende l’arco e per le ragazze una pettorina che protegge il seno. Curiosità: tutt’oggi in Giappone sono custoditi tre Archi Sacri, Azusa Yumi, Hama Yumi (entrambi usati per celebrazioni di purificazione buddista e scintoista) e Shigehto Yumi. Nelle manifestazioni turistiche spesso viene presentata l’arte del kyudo, con gare tra arcieri vestiti con eleganti kimono, lo stesso vale per lo yabusame, il tiro con l’arco a cavallo.

Ti piacerebbe praticare il kyudo? Cosa ne pensi di quest’arte marziale?


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