Intervista: Davide aka Kakashikun [mangaka]

Tempo di lettura: 6 minuti

Non bisogna andare per forza lontani per incontrare un mangaka, abbiamo infatti qui con noi Davide Sarti, un mangaka italiano che ha gentilmente accettato di rispondere alle mie domande. Siete pronti ad immergervi nel mondo di chi crea opere che ci fanno sognare?

Ciao Davide Sarti, per iniziare la nostra chiacchierata che ne diresti di parlarmi un po’ di te nella vita di tutti i giorni (il tuo nome d’arte, cosa fai, chi sei, ecc)? In modo da poterti conoscere meglio.

 Il mangaka è al lavoro...
Il mangaka è al lavoro…

Ciao! 😀
Allora, io sono un ragazzo bolognese, che si è laureato in lingue orientali, curriculum Giapponese, all’università di Venezia! Il mio nome d’arte è Kakashi o Kakashikun, ma quasi tutti mi chiamano Kashi e basta! 😀
Al momento, lavoro come traduttore di manga e disegno nel tempo libero! Lavoro da casa, quindi riesco a gestirmi il tempo abbastanza liberamente, solitamente vado in biblioteca a tradurre e disegno quando torno a casa la sera e nei weekend! Vivo nella mia città natale, Bologna, con il mio fidanzato…! Amo il Giappone (dove ho vissuto 9 mesi, grazie a una borsa di studio che ho vinto tramite la mia università) la sua cultura e ovviamente i manga e gli anime!

Davide, dopo avermi parlato di te nella vita di tutti i giorni mi farebbe piacere sapere come ti sei avvicinato al mondo dei manga, cosa ti ha spinto verso questo mondo? A che età è iniziata questa tua passione?

 Chi potrebbe mai dire che è l'opera di un maganka italiano
Chi potrebbe mai dire che è l’opera di un maganka italiano

Uhm… Come tanti, ho cominciato a vedere gli anime in televisione quando ero ancora molto piccolo e non distinguevo i cartoni giapponesi dagli altri. Però, a posteriori, mi sono reso conto che già all’epoca erano proprio quelli nipponici ad appassionarmi di più, sia come trame che come stile di disegno.

Per elencare alcune delle mie prime passioni direi Pokemon, Digimon, Doremì, Guru Guru, Pretty Cure e quant’altro. Di sicuro me ne sto scordando centinaia, ma va be’. xD
Poi, su consiglio dei miei genitori che mi vedevano tanto appassionato, mi sono avvicinato ai manga. Ero in prima media, credo. E lì è nato l’amore! Un amore che arde ancora oggi nel mio cuore con tutta la sua forza!

Come disegnatore, nonchè mangaka, hai incontrato delle avversità o qualcuno che ti dicesse di fare qualcosa di più produttivo? Eventualmente come le hai affrontate? Hai avuto qualcuno che credesse in te e in quello che stavi facendo?

Lo stile del disegno è dolcissimo e i dialoghi molto simpatici[
Lo stile del disegno è dolcissimo e i dialoghi molto simpatici[

Devo dire che, sotto questo punto di vista, penso di essere stato molto fortunato! Sono sempre stato appoggiato dai miei genitori, dai miei amici, così come dal mio ragazzo.

Purtroppo, ogni tanto a scuola qualcuno mi prendeva in giro perché leggevo fumetti, ma mai niente di davvero esagerato, anzi… Inoltre, quando avevo circa 15, 16 anni sono nati i primi corsi di manga in giro per l’Italia! Fino a prima non esisteva niente del genere, quindi sono stato davvero fortunato!
Certo, le case editrici più grandi sono ancora spesso restie rispetto agli autori italiani che disegnano con tecnica manga (perché ricordiamolo, è una tecnica non uno stile! :P) così come anche alcuni lettori, ma penso che il mondo faccia un passo avanti ogni giorno di questi tempi! Dopotutto, dire che un italiano non può fare manga è un po’ come dire che solo i francesi possono essere pittori impressionisti o che solo gli americani possono disegnare fumetti Marvel!

Comunque, sono davvero contento perché ho sempre vissuto in un ambiente stimolante, sentendo il sostegno dei miei amici e del mondo esterno!

Per i tuoi disegni che genere di strumenti usi di solito? Preferisci il digitale o la più classica versione cartacea? C’è una procedura da rispettare per le varie fasi di creazione come la bozza, l’inchiostrazione, ecc…?

Cosa accadrà nella vita della protagonista?
Cosa accadrà nella vita della protagonista?

Forse sono di “vecchia scuola”, ma se potessi farei sempre tutto a mano! Adoro lavorare con inchiostri, retini e cose varie! 😀 Mi fa pensare tanto agli shojo degli anni ’60 e ’70!
Però, c’è anche da dire che il computer permette di lavorare più velocemente e in maniera meno costosa, per cui talvolta mi capita di usare anche quello! 😛
Per quanto riguarda la procedura, ne seguo una molto classica. Parto dal namenote (ossia lo storyboard del fumetto), poi faccio le matite, gli inchiostri e infine retino manualmente! Solitamente i testi invece li inserisco al computer (ho una calligrafia terribile… Ah ah!)

E’ uscito da poco il tuo primo manga shoujo, Swan Power, cosa puoi dirci a riguardo? Come è nata l’idea di questa opera e come sono stati i vari processi di creazione? Come hai reagito alla notizia della pubblicazione della tua opera?

Primi disegni di quello che poi diventerà Swan power
Primi disegni di quello che poi diventerà Swan power

Swan Power è nato tanto tempo fa…! Circa 8 anni fa, direi! L’idea mi è venuta per caso e me la sono segnata su un file di appunti che tengo sul computer. Qualche mese dopo, dovendo partecipare a un concorso di una piccola rivista italiana di manga, ho ripescato quell’idea e ne disegnato la prima versione, in sole quattro pagine!

Be’, con mia grande sorpresa, ho vinto quel concorso e sono stato pubblicato!

Nel corso degli anni, ho poi continuato quella storia, pubblicando i capitoli su internet e sono arrivato disegnare fino a 200 pagine!

Poi, durante il periodo in cui ho vissuto in Giappone grazie allo scambio universitario, ho avuto modo di far leggere Swan Power a un’editor che lavorava per la famosa rivista Ribon. Le piacque molto e mi diede delle indicazioni per farne un one-shot di 32 pagine e inviarlo al concorso della rivista. Lo feci, ma purtroppo mi classificai in seconda categoria, vincendo qualche piccolo premio, ma niente soldi e, soprattutto, nessuna pubblicazione…

Fortunatamente, qualche tempo dopo la casa editrice italiana MangaSenpai mi ha scritto dicendosi interessata a quella storia autoconclusiva e… TA-DAN! L’hanno pubblicata, insieme a un’altra mia storia e tanti contenuti extra! Quando ho letto la loro mail, mi sono sentito al settimo cielo, eh eh!

Rimanendo sempre sul tema manga shoujo, cosa ti ha spinto verso questo stile di disegno molto giapponese invece che verso uno più occidentale? Molti inoltre pensano che un manga per ragazze sia principalmente scritto da mangaka donne, per te come è stato affrontare questa sorta di luogo comune e come mai hai scelto proprio questo genere?

La trasformazione della nostra eroina
La trasformazione della nostra eroina

Non l’ho scelto.
E’ stato lo shojo che ha scelto me.

Ah ah ah!
Scherzo, scherzo!

Però in parte è vero. Ho sempre avuto una predilezione innata per lo shojo! È un genere che mi ha sempre affascinato! In realtà, comunque, leggo (e disegno) un po’ di tutto. Mi è capitato anche di fare storie con protagonisti maschili e dal tratto più shonen, per esempio. Dipende un po’ da quale storia mi viene in mente di volta in volta… Diciamo, però, che lo shojo ha un posto speciale nel mio cuore.

E, per chi dice che dovrebbero essere solo le ragazze a disegnare shojo, ribatto dicendo che i primissimi shojo erano disegnati tutti da uomini, a partire da “Ribon no kishi” di Tezuka! ;P

Molte lettrici forse non sanno che hai partecipato ad un concorso per la rivista giapponese Ribon, come è stata questa esperienza e come sei riuscito a venire a conoscenza di questo concorso? Hai in mente altri progetti per il futuro come ad esempio altri volumi e opere? Un giorno potremo vedere una tua opera animata?

Trama molto originale, che sicuramente vi colpirà
Trama molto originale, che sicuramente vi colpirà

Ops, temo di aver già risposto in parte a questa domanda poco più in su!
Per quanto riguarda la seconda parte, posso dirvi che sto già lavorando ad altri due fumetti, ma facendo anche il traduttore di manga, il tempo un po’ scarseggia…
Per quanto riguarda un’opera animata… Magari!! _
Sarebbe davvero bellissimo!
Ma si tratta di un progetto che richiede molto più tempo, più soldi e più manodopera di un semplice fumetto… Per ora, quindi, bisognerà pazientare…!
Però, vi rivelerò una cosa! Ogni tanto, mi capita di immaginare (o di sognare) anime tratti dai miei manga (a volte anche le sigle, con tanto di musica!)

Cosa ti sentiresti di consigliare a chi come te vuole intraprendere la strada per diventare mangaka?

Ecco cosa c'è dietro alla costruzione della tavola
Ecco cosa c’è dietro alla costruzione della tavola

Leggete tanti manga e disegnate altrettanto! Questo è ciò che c’è di più importante, per riuscire a imparare le tecniche narrative e le tempistiche dei manga! Poi, ovviamente, farei dei corsi di anatomia, prospettiva, inchiostrazione e retinatura aiuta moltissimo nell’abbreviare i tempi per acquisire totale padronanza di questa tecnica. Anche se poi non si smette mai di imparare, ahimè… 😀

Storia extra presente nel volume
Storia extra presente nel volume
Grazie mille per aver partecipato a questa intervista e condiviso con me le tue opinioni, esperienze e consigli, soprattutto per le persone che si vogliono cimentare in questo ambito.

Per chiunque volesse conoscere meglio questo fantastico ragazzo può seguirlo su:

Il mio link facebook è: Pagina Facebook
Il mio sito web: Sito web kakashikun

Come avete trovato questa intervista, vi è piaciuta? Avete scoperto cose che vi possono aiutare? Chi vorreste sottoporre alla prossima? Lasciate un commento e fatemi sapere e la vostra Yumiko farà il possibile per voi ^^. (Ovviamente cercate di mettervi d’accordo sull’eventuale disponibilità delle persone)


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