Intervista: Fabrizio Francato [casa editrice Mangasenpai]

Tempo di lettura: 5 minuti

Fabrizio Francato, fondatore della casa editrice Mangasenpai, ci racconta della sua fantastica avventura.

Stand di Mangasenpai ad una delle fiere del fumetto
Stand di Mangasenpai ad una delle fiere del fumetto

Grazie Fabrizio per avermi accordato quest’intervista. Dimmi tutto: quando nasce la vostra avventura?

Ciao a tutte le lettrici, innanzitutto! La nostra avventura come Bellesi & Francato Publishing, nasce quasi per gioco, circa 5 anni fa, nel 2011. Anche se la nostra attività principale, che si chiama Progetto Idea e si occupa di grafica e design, è stata fondata in un giorno abbastanza “disgraziato”… era l’11 settembre 200. Abbiamo iniziato con gli ebook… prima di narrativa, e subito dopo di fumetti. Il progetto era cavalcare la grande onda lunga del successo dei tablet e degli ebook di quel periodo… peccato che nell’arco di tre anni il fenomeno ebook si è poi un po’ sgonfiato, come tante volte accade, obbligandoci a guardarci intorno e a… percorrere strade più tradizionali e sicure, come l’editoria cartacea. Mangasenpai fin dal 2011 è stata l’etichetta editoriale sotto la quale pubblicavamo i nostri ebook a fumetti manga.

Perchè avete scelto di pubblicare proprio fumetti/manga di autori italiani?

Beh, i motivi sono molti. Il primo di tutti, però è il loro grande talento! E’ stato un percorso, il mio, abbastanza tortuoso, devo ammetterlo. Mi fregio spesso di essere la persona che, nei primi anni novanta, sulle pagine di una fanzine molto popolare in quegli anni, lanciò i “manga italiani”. Fumetti come “Indole di un semidio” di Giuseppe Giannelli, “Sogno Gotico”, Lyre, Luna di Elena Dè Grimani, Earthian furono gli iniziatori del fenomeno che oggi stiamo vivendo. Lavorai nell’editoria per quasi 5 anni, a livello amatoriale prima e semiprofessionale poi, arrivando a collaborare con quasi tutte le principali case editrici di allora e pubblicando anche alcune testate manga nelle edicole. Poi, a causa del matrimonio e della conseguente necessità di maggiori sicurezze e garanzie, fui obbligato ad accantonare per qualche anno quello stile di vita, per dedicarmi alla mia famiglia (recentemente graziata dalla nascita di una stupenda bimba! AUGURONI! ndr) e ad un lavoro che potesse sostenerla… Passarono quasi dieci anni, poi un giorno ripresi un po’ le fila della mia vecchia passione per i manga, ebbi alcune simpatiche chiacchierate sul web e capii che c’era molto molto molto talento nel nostro paese, e che le tecniche manga -che negli anni novanta si limitavano all’emulazione dei pochi fumetti che circolavano- erano ormai consolidate. Però, quei bravissimi autori che vedevo “imprigionati” nel tritacarne di facebook non avevano chance di pubblicazione, se non gratuita sui principali social network. Il mondo dell’editoria non offriva loro nulla… e se c’è una cosa che io non sopporto è vedere le belle cose sprecate, il talento gettato via! Così mi tirai su le maniche, caricato dall’incredibile energia che si sprigiona quando si costruisce un grande progetto, e mi diedi da fare… e tutto quello che è accaduto negli ultimi anni, flame vari compresi, è ormai nel bene o nel male, parte della grande storia del fumetto italiano… ed io ne sono grandemente orgoglioso!

Come si struttura la vostra linea editoriale?

Nella mia attività ho imparato che sono i clienti a decidere “di cosa ti occupi”. Così, sebbene io sia un grande appassionato di shonen mainstream, ho capito subito che le migliaia di sfumature del rosa erano ciò che funzionava di più. Così abbiamo creato Love*Me, la collana delle emozioni al femminile. Nata anch’essa da un’intuizione, è oggi la nostra collana principale, quella che ospita i titoli più venduti (Riflessi di Luce, Butterfly Effect, Oh Darling, Panna cotta…) e rappresenta il vertice della nostra linea editoriale. Adoro il linguaggio espressivo dei manga shoujo, amo come nei manga per ragazze vengono “raccontati” i sentimenti… e ammiro enormemente le ragazze che li disegnano perchè nelle loro storie così ricche di cuore ci sono loro, con le loro debolezze e le loro passioni, con le loro vite e il loro tormenti. Sono vere… questa può essere una linea editoriale secondo te?

Ecco alcune delle mangaka di Mangasempai!
Ecco alcune delle mangaka di Mangasempai!

Come selezionate i vostri autori?

ahio, questa è una domanda complicata. C’è il mio “flame-alert” che sta tintinnando nel cervello. Diciamo che ci sono tre aspetti che io tengo presenti quando considero un’autrice o un autore: la sua necessaria competenza tecnica, l’indotto (cioè tutto ciò che non è strettamente legato alle sue competenze tecniche, ivi compresa la sua popolarità sui social network, piuttosto che il suo curriculum di opere già pubblicate), e quello che io chiamo l’ingrediente segreto… qui molti mi hanno chiesto quale sia… ma se è segreto!?!?!? ehehhe Scherzi a parte: credo che il manga sia soprattutto sentimento, cuore e passione. Se quell’autore mi riesce a trasmettere queste cose con il suo stile… beh, credo che possieda l’ingrediente segreto. Dall’alchimia che si viene a creare tra questi tre aspetti vado a costruire il mio giudizio, ma posso dirvi subito che se non c’è la competenza tecnica difficilmente vado oltre nelle mie analisi. Devo proprio intravedere “molto di più” in un autore per impegnarmi con lui, pur non avendo competenze tecniche…

Quanti titoli riuscite a pubblicare ogni anno?

Il numero è in costante crescita, come del resto il numero degli autori, dei senpai. Ogni anno, da quando la casa editrice è nata, portiamo all’attenzione del pubblico italiano nuovi senpai. All’inizio lo facevamo in digitale, con gli ebook (abbiamo lanciato noi per primi Angela Vianello, per dire), poi siamo passati alla carta. Tre anni fa furono sei autori, lo scorso anno quattro se non erro, e quest’anno, se tutto va bene, altrettanti. Anche il numero dei volumi, ovviamente, è in crescita. Considerando i seguiti, oltreché le nuove pubblicazioni, quest’anno usciremo con una dozzina di volumi, l’anno scorso sono stati nove.

Qual è l’aspetto più complicato del suo lavoro?

Bella domanda! Il nostro è un gruppo principalmente composto da ragazze… ecco… essendo un maschio potete immaginare quale sia l’aspetto più complicato del mio lavoro!

 I manga di Mangasenpai sono presenti in tutte le fumetterie italiane.
I manga di Mangasenpai sono presenti in tutte le fumetterie italiane.

Che tipo di manga/fumetti pubblicate?

Principalmente shoujo. Personalmente sono molto legato ad alcune vecchie serie che lessi in gioventù e sono, invece, molto poco ferrato sulle nuove serie e sulle nuove mode del genere… ma mi sto pian piano attrezzando!

Partecipate alle fiere del fumetto?

Si, alle principali. Il nostro “calendario fieristico annuale” inizia con la fiera di Cartoomics, a marzo, seguita dal Romics e, dal prossimo anno, dal Comicon, ad aprile. Si continua a luglio con Riminicomix. Poi torniamo operativi in ottobre, con l’edizione autunnale del Romics e la grande fiera di Lucca, che chiude l’anno. Il prossimo anno siamo considerando anche altre partecipazioni: Torino Comics, per esempio, o Etna Comics sono nel nostro mirino! (TI PREGO L’ETNACOMICS! ndr)

Ci dici la verità sulla situazione editoriale del manga in Italia, visto gli ultimi flop di case editrici come Gp? Si naviga come dicono davvero in cattive acque? Quale soluzione consigli al problema?

Onestamente non ne so molto! So che i manga originali in generale non vendono più così tanto… ma il motivo è sicuramente riconducibile all’enorme quantità di titoli disponibili sul mercato e alla volontà delle persone di risparmiare leggendo le scan. Ti posso dire, ma si tratta di voci di corridoio non verificabili e che devono essere prese con tutte le dovute precauzioni, che alcuni titoli vendono addirittura 400/500 copie. Ai miei tempi, quando ero un lettore negli anni novanta, numeri di questo tipo erano impensabili per la pubblicazione. Oggi, per dirti, noi tiriamo quel numero di copie dei titoli minori e arriviamo a tirature di 3/4 mila copie per i titoli principali… Il problema è che da sempre dovrebbe esistere un divario enorme tra i fumetti autoctoni (fatti in Italia) e quelli originali giapponesi. Dal confronto con altre realtà internazionali che abbiamo avuto recentemente è così anche in Francia e in Indonesia, per dire, dove l’originale vende dalle 4 alle 8 volte tanto rispetto al fumetto autoctono (eh, si… i pregiudizi ci sono anche li!). La nostra situazione è molto…. strana.

Alle nostre lettrici che vorrebbero proporsi come vostre autrici che cosa consigli?

Di lavorare molto sulla tecnica, ma non dimenticarsi mai che è ciò che hanno nel cuore che deve uscire dalla punta della loro matita…

Panna cotta, uno dei manga Mangasenpai!
Panna cotta, uno dei manga Mangasenpai!

Invece alle nostre lettrici che vorrebbero lavorare o addirittura fondare una casa editrice speciale come la vostra che cosa consigli?

Di mettere da parte almeno 10.000 euro prima a fondo perduto! Servono per un buon start-up senza rischi.

Ringrazio ancora una volta Fabrizio per aver partecipato a questa intervista e per aver condiviso con me e le nostre lettrici le tue opinioni, esperienze e consigli, soprattutto per le persone che si vogliono cimentare in questo ambito.

Per info su mangasenpai: http://www.mangasenpai.it

Spero che con quest’intervista avrai saziato la tua curiosità sulle case editrici made in Italy, intanto lascia un commento qui!


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