Maid cafè, café made in Japan

Tempo di lettura: 3 minuti

Avete mai sentito parlare dei Maid Cafè? Curiosi di sapere come funzionano e in cosa consistono?

Che cosa sono i maid cafè?

I maid cafè sono una tipologia di ristorante o caffetteria tematica che nasce nel 2001 in Giappone. I primi locali spuntano nel quartiere di Tokyo famoso per la sua cultura nerd ovvero Akihabara.

Interno maid cafè
Interno maid cafè

Nascono come piccoli locali dai posti contenuti, ma oggi si possono trovare anche organizzati su 3 o 4 piani, di cui uno è in genere dedicato a chi fuma. È inoltre possibile trovare all’interno del palazzo che ospita il Maid cafè, una sorta di museo a tema o negozi di gadget.

Gli interni dei vari maid cafè non sono tutti uguali ma possono variare in base al tema scelto, alcuni dei temi possono essere:

  • Stile vittoriano, basato sull’era vittoriana del Regno Unito
  • “Moderno-tradizionale”, dove le cameriere indossano un misto di abiti da cameriera e kimono
  • Neko Café: (“Neko” significa gatto in giapponese) le cameriere avranno code e orecchie di gatto

Menù

Nei maid cafè viene offerto un menù simile a quelli dei cafè classici, mentre in altri possono essere in linea con la tematica del locale (un esempio possono essere quelli a tema fantasy). I clienti possono ordinare caffè, altre bevande e un’ampia varietà di pasti dolci e salati. La particolarità però dei maid cafè risiede nelle cameriere in quanto decorano l’ordine di un cliente con disegni teneri e “moe”. Nella realizzazione di questi dessert e antipasti, le cameriere spesso iniziano anche a cantare motivetti facendo sembrare più magici sia l’esperienza che il cibo che i clienti stanno per ricevere.

Piatto moe omurice
Piatto moe omurice

Come funziona e quanto si spende in un Maid Café?

Quando si entra nel locale ci viene assegnata una maid che ci servirà per il resto della nostra permanenza all’interno del cafè, una volta giunti al nostro tavolo ci verrà fornita una campanella per chiamarla e ci verrà spiegato il menù. Tra i servizi offerti c’è anche quello di scattare delle foto alle maid (attenzione le foto si possono scattare solo all’interno del locale, solo se consentito e la maid è favorevole), essendo un servizio però è a pagamento, le cifre non sono esagerate, in genere si aggirano tra i 3 e 4 euro.

Maid che distribuiscono volantini
Maid che distribuiscono volantini

Per quanto riguarda l’esperienza in sé del maid cafè invece i prezzi si aggirano da un minimo di 10 euro (a testa) a salire, ma questo ovviamente per via del cibo e delle bevande che si ordina, prezzi però che valgono di certo l’esperienza che si vive.

Costume e aspetto

Maid in posa @home cafè
Maid in posa @home cafè

Il costume da cameriera varia molto in base al tema del locale, sicuramente però quello più famoso e che è nell’immaginario comune è quello di ispirazione francese composto generalmente da un vestito, una sottoveste, un grembiule, un accessorio per capelli abbinato e calze. Può capitare che durante alcuni periodi i dipendenti si esibiscano anche in cosplay come personaggi degli anime. Alcuni maid cafè hanno anche uomini che si travestono come cameriere.

Butler’s Café

Negli ultimi anni sono nati anche dei cafè per una clientela principalmente femminile, questi si chiamano Butler’s Café. In cui è il personale a servire ai tavoli è un maschio (butler). L’idea su cui si basa è la stessa dei maid cafè, ma vista la clientela femminile non è difficile che si venga trattate come delle principesse e si segua una linea di comportamento che ci farà sentire come catapultate all’interno di un manga shoujo.  Il primo locale di Butler’s Café è stato lo Swallowtail Café, aperto dall’imprenditrice venticinquenne Emiko Sakamaki in collaborazione con una famosa fumetteria.

Ne avete mai sentito parlare, sareste interessati a provarli? Che cosa vi attira di questo genere di locali? Vi potrebbe interessare qualche ricetta che viene offerta nei maid cafè?


Credits

Fonte consultata: Wikipedia (sito in inglese), Youtube

Immagini: nippop-eventi.it ; Maid distribuiscono volantini ad Akihabara – creative commons: Guilhem Vellut ; italiajapan.net ; Pintarest

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