Majokko: quando la forza è nel gruppo

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Avete mai pensato a quanto fosse importante nei cartoni animati con le maghette o le super eroine la forza del gruppo? Perchè molti di essi puntano su questo aspetto?

Il gruppo delle Tokyo Mew Mew
Il gruppo delle Tokyo Mew Mew

Fin da quando eravamo piccole (o piccoli) siamo cresciute a forza di pane e majokko. A quel tempo forse non sapevamo che si chiamava così quel genere di anime o manga in cui il tema portante era la magia. In molti di essi poi la protagonista non era sola, ma accompagnata da altre ragazze anch’esse dotate di poteri magici, e insieme dovevano salvare il mondo o superare prove.

Quali sono gli esempi più conosciuti?

Molte di noi avranno seguito le gesta della capostipite di questo genere, ovvero Sailor Moon, meglio conosciuta come Bunny o Usagi. Questa eroina ha aperto la strada a tante piccole eredi che hanno fatto breccia nel cuore di noi bambine, basti ricordare Magica Doremì, Mew Mew Amiche vincenti, Mermaid Melody, e via dicendo fino ad arrivare a tempi più recenti con Puella Magi Madoka Magica.

Vi chiederete ora perché io abbia citato proprio questi esempi. Il motivo è semplice: oltre ad essere tra le storie più conosciute sono anche quelle in cui non c’è una sola protagonista, ma sono presenti delle compagne che aiutano nella missione diventando esse stesse co-protagoniste.

Sailor Moon, ad esempio, non sarebbe stata lo stessa senza le altre guerriere sailor. Proprio su questo voglio portare la vostra attenzione, sulla forza del gruppo, poi un tuffo nel passato insieme è piacevole e perché no, alla fine si potrebbe ricollegare a questo tema.

Lavoro di squadra nella vita reale

Mermeid Melody, le ragazze mentre cantano contro un nemico.
Mermeid Melody, le ragazze mentre cantano contro un nemico.

Partiamo per questo “viaggio” da un aspetto culturale giapponese, un concetto importante, un vero caposaldo: il lavoro di squadra. Per i giapponesi, infatti, far parte di un gruppo è molto importante; questo modo di pensare e agire viene curato fin dalla più tenera età.

Questo perché li aiuta nel lavoro sia dal punto di vista pratico, suddividendo le mansioni, sia dal punto di vista antropologico creando una identificazione personale, il senso di appartenenza, dote molto apprezzata dai giapponesi.

Perchè proprio questi titoli ed un esempio familiare

Tornando a noi e ai nostri anime majokko, ho scelto questi titoli perché meglio caratterizzano l’ideale giapponese descritto brevemente in precedenza, andandolo addirittura ad enfatizzare.

Tutti noi ricorderemo come erano formati i gruppi e se guardiamo meglio avevano degli elementi in comune, le varie caratteristiche delle protagoniste si compensavano fra di loro in modo che ogni personaggio fosse necessario per la crescita dell’altro e per la riuscita della missione.

Prendiamo per esempio Sailor Moon, Bunny, la classica protagonista pasticciona con la testa fra le nuvole, una sognatrice, ma che dentro di se portava dei forti ideali, l’idea di sacrificarsi per il bene comune o più in generale per il bene e la salvezza dell’umanità; Rea manteneva le ragazze con i piedi per terra soprattutto la povera Bunny, essendo lei quella più matura; Amy che con la sua intelligenza aiutava le altre ad uscire dai guai; Morea che era la donna all’apparenza mascolina ma dal cuore dolce e romantico e infine Marta che come la protagonista era una grande sognatrice, ma con la sua sensibilità tirava sempre su il morale.

L’importanza dei colori nei majokko

A grandi linee lo schema dei majokko è pressoché sempre lo stesso, ovvero la caratterizzazione delle protagoniste si muove sempre su questi particolari, senza dimenticare le assegnazioni dei colori.

Magica Doremi e le sue amiche, notate i colori di cui parlavo?
Magica Doremi e le sue amiche, notate i colori di cui parlavo?

I colori assegnati rispecchiavano spesso e volentieri anche i ruoli ricoperti, facciamo un piccolo sunto:

  • Rosa: generalmente questo colore era assegnato alle “leader”, un po’ ingenue e pasticcione (Bunny, Doremì, Strawberry, ecc…)
  • Blu/celeste: assegnato spesso e volentieri a personaggi un po’ introversi, mascolini oppure con una qualche dote (Amy,Sinfony, Hanon, ecc…)
  • Verde: personaggi in genere con un carattere all’apparenza forte ma alla fine con un cuore dolce (Morea, Lory, Rina, ecc…)
  • Giallo: coloro che aveva un carattere piuttosto energico e passionale (Marta, Mindy, Paddy, ecc…)
  • Viola: personaggi che lavorano nello spettacolo o che avevano un temperamento più calmo (Pam, Lullaby, Homura, ecc…)

Cosa ci vogliono trasmettere?

Il punto focale però non è tanto il carattere dei personaggi in se, ma il gruppo e il suo modo di comportarsi, di interagire tra di loro e davanti le ostilità; perché per quanto potesse essere forte l’eroina principale, per la buona riuscita della missione era necessaria la presenza delle sue amiche. Questo per insegnarci che una persona può avere tutti i poteri del mondo, i più forti o altro, ma la vera forza, quella che ci fa andare avanti e ci fa affrontare le difficoltà (perché alla fine i cattivi erano la rappresentazione di questo) era ed è l’amicizia e l’amore che si viene a creare nel gruppo.

Ritengo che questo tipo di shoujo oltre ad essere una pietra miliare sia anche fonte di riflessioni sull’importanza che certi valori hanno sulla nostra vita e su quanto essi possono influire su di noi. E tu cosa ne pensi? Quale è stato per te quello che più ti ha influenzato e ha un posto speciale nel tuo cuore?


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