Sensu e Uchiwa, i ventagli giapponesi

Tempo di lettura: 3 minuti

Durante le torridi estati, quando non si ha la possibilità di stare in un luogo fresco o di avere un ventilatore vicino a sé, iniziamo a sventolarci con quello che ci capita, ma c’è anche chi è attrezzato e ha un ventaglio. Ti sei mai chiesta da dove provenga quest’idea o se ce ne sono di diversi tipi?

Il Giappone essendo un paese che deve affrontare estati molto calde, ma che non si toglie il piacere delle feste estive, ha dovuto adoperarsi per poter dare un po’ di sollievo ai suoi cittadini. Cosa c’è quindi di più semplice di un ventaglio? Durante i matsuri (feste tradizionali giapponesi) spesso e volentieri vengono regalati gli uchiwa, anche se in occidente è più diffuso il sensu, ma di cosa sto parlando?

Uchiwa

 I protagonisti del manga Ouran Host Club con i loro uchiwa
I protagonisti del manga Ouran Host Club con i loro uchiwa

Questo particolare tipo di ventaglio è rigido, ha una struttura piatta e allungata, sia di forma tonda che quadrata, all’inizio costruiti con una grande foglia o del pelo animale. Successivamente sono state apportate delle migliorie dai nipponici, utilizzando bambù e carta. Il manico e la raggiera in bambù sostengono il foglio di washi, un tipo di carta creata con fibre naturali, che ha una buona consistenza, resistente e traslucida, viene poi incollata all’intelaiatura.

Nasce in Cina e nel VI secolo si diffonde in Giappone, diventando subito un accessorio molto amato dalle dame e dai nobili giapponesi, combinandoli con i colori e la raffinatezza dei loro abiti. Utilizzato non solo per ripararsi dalla calura estiva, ma anche dal vento gelido o da sguardi indiscreti. Inoltre la parte superiore in carta viene usata come una tela, poeti e pittori si dilettano nel dare sfoggio delle loro abilità.

Spesso venivano disegnati sfondi floreali che rappresentavano la natura con colori vivaci e sopra questi dipinti si scriveva una poesia con tratti eleganti. Anche il manico poteva essere decorato, con motivi semplici e sottili, dipinti o incisi. Sostituiti poi dai sensu (ventaglio pieghevole), perché molto più comodo per essere portato con sé, visto che l’uchiwa, non può essere piegato.

Ancora oggi, però, si possono trovare in vendita in Giappone, con stampe tradizionali di paesaggi o personaggi famosi. Attraverso l’arte dell’origami c’è chi si diletta a creare gli uchiwa, personalizzandoli a piacimento.

Sensu

Nanami e Tomoe, il demone volpe con in mano un sensu
Nanami e Tomoe, il demone volpe con in mano un sensu

E’ il ventaglio pieghevole, inventato in Giappone, partendo dall’idea dell’uchiwa, ma migliorandolo rendendolo più comodo e maneggevole. Il sensu nasce nell’epoca Heian, viene mantenuto lo stesso materiale per lo scheletro del ventaglio, il bambù, la carta (washi) viene applicata direttamente sulle stecche, in modo da poterla piegare.

Ha lo stesso utilizzo dell’uchiwa, ma inoltre è usato nel rakugo, monologo comico del teatro tradizionale del Sol Levante e nel nihon buyou, danza giapponese. Le geishe lo sfruttavano per i balli che segnano il trascorrere degli eventi naturali, come il passaggio delle stagioni o durante la cerimonia del tè. Non solo, anche i feudatari impiegavano i sensu di grandi dimensioni come insegna del loro casato.

Anche questo tipo di ventaglio viene finemente lavorato e adornato in ogni sua parte, donandogli colori, forme ed effetti visivi di ogni genere.

Il ventaglio come arma

Un samurai adepto all'arte marziale tessenjutsu
Un samurai adepto all’arte marziale tessenjutsu

Come si può immaginare, che un oggetto che sembra così semplice, possa avere così tanti scopi? Nell’età feudale, in Giappone il ventaglio era anche utilizzato in guerra, costruito con diversi materiali e dimensioni, in base allo scopo per cui doveva servire. Ad esempio gli ufficiali di alto grado portavano con sé il dansen uchiwa, larghi ventagli in ferro con una struttura in legno, che servivano per dare ordini alle truppe, per difendersi contro le frecce o come parasole.

Il tanto, invece, era una custodia a forma di ventaglio chiuso, che al suo interno nascondeva un pugnale in acciaio, usato per la difesa personale sia da uomini che da donne.

Un ventaglio pieghevole molto importante nella storia del Giappone è il tessen, prende il nome dall’arte marziale tessenjutsu, praticato dai samurai e chiamato così proprio per l’uso del ventaglio. Chiamato anche gunsen, erano realizzati in legno con le stecche esterne in ferro o acciaio, per poter resistere e parare i colpi inferti dai nemici.

Il ventaglio non era solo un’arma ma anche un mezzo di comunicazione, come già descritto prima potevano essere in ferro o fatti di nastri o in carta e legno, il comandante impartiva così ordini ai suoi soldati, alzando, abbassando o puntando in diverse direzioni l’oggetto.

Un ventaglio utilizzato ancora oggi è il gunbai, realizzato in legno e a volte coperto da placche metalliche, lo usavano i samurai per comunicare con le loro truppe, oggi durante le lotte di sumo il Gyoji (arbitro) lo usa per proclamare il vincitore.

Cosa ne pensi della storia secolare di quest’oggetto a cui oggi non diamo poi questa grande importanza? Ne avevi già sentito parlare?


0 Commenti

Scrivi un commento, facci sapere la tua opinione 🙂

XHTML: Puoi usare i seguenti tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>