Shoujo e josei: 2 modi diversi di raccontare

Tempo di lettura: 2 minuti

Parlando di manga, la prima cosa che viene in mente sono i triangoli amorosi, a volte sdolcinati altre volte più maturi. Ma oltre al genere shoujo ne esistono molti altri, tra cui lo josei.

Parlando di manga, la prima cosa che viene in mente sono i triangoli amorosi, a volte sdolcinati altre volte più maturi. Ma oltre al genere shoujo ne esistono molti altri, tra cui lo josei.

Terminologie

Shoujo: letteralmente significa “ragazza”. Indica gli anime e i manga destinati ad un pubblico femminile di età compresa tra i 10 e i 18 anni, quindi la fascia d’età che comprende tutta l’adolescenza. In Italia il termine ha assunto un significato sbagliato, perché spesso si intendono tutti quei manga che trattano tematiche sentimentali. L’equivoco è generato dal fatto che uno ‘shoujo’ non è tale per i suoi contenuti, che possono essere di qualunque tipo, ma per il pubblico a cui è indirizzato, cioè quello femminile e giovane.

Josei: letteralmente significa “donna”. Il termine viene utilizzato per indicare anime e manga destinati alle giovani adulte. La narrazione è solitamente incentrata sulla vita quotidiana delle donne giapponesi, durante gli anni della scuola superiore e nella vita di tutti i giorni. Stilisticamente lo josei è più sobrio e realistico rispetto agli shoujo, tratta relazioni meno idealizzate con un linguaggio e una rappresentazione più espliciti.

Calling you e The wedding eve

Una delle tavole tratta dallo shoujo Calling you
Una delle tavole tratta dallo shoujo Calling you

Ho volute confrontare 2 volumi unici: uno appartenente alla categoria degli shoujo e l’altro a quella degli josei. Calling you è uno shoujo manga pubblicato originariamente nel 2003 dalla casa editrice Kadokawa Shoten, arrivato in Italia nel 2007 grazie a Planet Manga. Il volume comprende due storie autoconclusive, dal carattere intenso e quasi drammatico, che ruotano attorno al valore dell’amicizia. In questo caso l’elemento ‘shoujo’ risiede nello stile grafico: grandi occhi che brillano, faccine buffe e stilizzate e l’utilizzo molti retini (che sono fogli adesivi prestampati con varie trame, che vengono applicati sulle tavole per ottenere diversi effetti, come il gioco d’ombra o lo scintillio).

Immagine di copertina dello josei The wedding eve[
Immagine di copertina dello josei The wedding eve[

The wedding eve invece è un manga josei pubblicato in Giappone nel 2012 dalla casa editrice Shogakukan e arrivato in Italia nel 2014 per Planet Manga. Anche in questo caso siamo di fronte ad un volume unico, composto da 6 storie autoconclusive che trattano di relazioni non amorose, con l’aggiunta di qualche elemento soprannaturale. The wedding eve, titolo dell’intera opera, è anche il titolo del primo racconto che ha permesso alla mangaka Hozumi di vincere il concorso Fiore d’argento promosso dalla rivista Flowers. Pur essendo di fronte all’opera di debutto della mangaka, già nota per il manga in 2 volumi Addio, Stregone, la qualità stilistica è eccelsa: vengono mostrati eventi della vita quotidiana, senza parodie o stravolgimenti della realtà. Ho apprezzato molto l’effetto di disorientamento che l’autrice ha saputo ricreare: credi di sapere tutto della storia, ma sul finale la situazione si ribalta e rimani a bocca aperta per lo stupore!

Personalmente amo entrambi i generi: gli shoujo mi fanno sognare e divertire, gli josei mi fanno riflettere e mi mostrano stili di vita lontani dal mio. Voi cosa leggete: shoujo o josei?


Credits

Immagini: AnimeClick

0 Commenti

Scrivi un commento, facci sapere la tua opinione 🙂

XHTML: Puoi usare i seguenti tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>