Mangaka

Akimi Yoshida

Tempo di lettura: 3 minuti

Nome e Cognome: Akimi Yoshida

Data di nascita: 12/08/1956

Segno Zodiacale: Leone

Gruppo Sanguigno: ND

Sesso: Femmina

Località: Tokyo, Giappone

Biografia

Akimi Yoshida nasce il 12 Agosto del 1956 a Tokyo. Mentre ancora studiava Arte e Design alla Musashino Art University, ha deciso di inviare una sua opera alla Shoujo Comic Manga School. I suoi disegni non solo furono selezionati, ma si piazzarono al terzo posto in assoluto in graduatoria. Ha esordito come mangaka nel 1977 con la storia breve Chotto fushigi na geshukunin (un pensionato un po’ strano). La sua prima storia lunga è California Monogatari, composta di 8 volumi e serializzata tra il 1978 e il 1981; nel 1983 raggiunge poi un grande traguardo vincendo il 29° Shogakukan Manga Award con Kisshou Tennyo (La dea del destino); ma il vero successo arriva nel 1984, anno di inizio della serializzazione di Banana Fish, che proietta Akimi Yoshida sotto i riflettori dell’attenzione internazionale. Il successo di Banana Fish ha portato, oltre a varie ristampe, anche alla pubblicazione di vari racconti auto-conclusivi (Angel Eyes, Private Opinion, Fly Boy in The Sky), il libro illustrato Angel Eyes, il volume Banana Fish Memorial, l’official guide-book Banana Fish Rebirth e vari CD con la versione drama o musiche ispirate alla serie.

Stile

Lo stile di questa mangaka è famoso ed apprezzato per il suo essere minimale, ma curatissimo, impeccabile come le sue narrazioni insolite e dai temi forti. Le tavole abbondano di bianco e nero, supportate da una giusta dose retini, dalle tonalità leggere; solitamente le vignette hanno un taglio regolare, anche nelle scene d’azione, come in Banana Fish. Particolare nei manga della Yoshida è l’utilizzo del “non detto”, tavole silenziose dal forte impatto emotivo.

Opere

  • Chotto Fushigi na Geshukunin (1977)
  • California Monogatari (1978): serie composta da 8 volumi.
  • Yumemiru Koro wo Sugite mo (1983): volume unico.
  • Juusanyasou Kidan (1983): altro volume unico.
  • Kawa Yori mo Nagaku Yuruyaka ni (1983): miniserie in 2 volumi che narra le vicende di Toshi, studente delle superiori che di notte fa il barista in un locale frequentato da soldati americani dove le sue principali occupazioni sono droga e sfruttatori, mentre il suo migliore amico è il figlio del boss della zona con tendenze gay…
  • Kisshou Tennyo (1983): 4 volumi, serializzato su Betsucomi della Shogakukan.
  • Banana Fish (1984): raccolto in 19 tankobon.
  • Sakura no Sono (1985): volume unico.
  • Lovers’ Kiss (1995): altro volume unico.
  • Yasha (1996): serie di 12 volumi. Questo shoujo con sfondo fantascientifico ha come protagonista Sei, ragazzo che vede la sua vita sconvolta dalla morte della madre e dal suo rapimento da parte della setta Neo Genesis. Sei anni dopo il rapimento, Sei torna a Tokyo, laureato a soli 18 anni, ma non è lo stesso ragazzo che i suoi amici ricordavano…Yasha le ha fatto vincere nel 2002 il suo secondo Shogakukan Manga Award.
  • Eve no Nemuri (2004): sequel ambientato 18 anni dopo i fatti narrati in Yasha, composta da 5 volumi, racconta le storie dei figli dei protagonisti di Yasha, in particolare Alisa, la figlia di Sei.
  • Umimachi Diary (2007): 9 volumi che vedono protagoniste tre sorelle che vengono a sapere della morte di loro padre che non vedevano da anni. Con quest’opera la Yoshida ha vinto il Taisho Award nel 2013.
  • Utagawa Hyakkei (2019): è lo spinoff di Umimachi Diary a cui sta attualmente lavorando (il protagonista è il fratellastro di Suzu).

Parola all’autore

Il modello a cui l’autrice afferma di essersi ispirata per il personaggio di Ash Linx è l’ex giocatore di tennis Stefan Edberg (e non l’attore americano River Phoenix, come molti avevano pensato inizialmente) e questo lascia un po’ perplessi, perchè Edberg è sempre stato un giocatore corretto e una persona tranquilla, mentre il protagonista di Banana Fish è tutt’altro che tranquillo!

Il modello di riferimento di Eiji Okumura è invece Hironobu Nomura, attore giapponese degli anni ottanta che piaceva molto alla Yoshida, mentre il fatto che Eiji sia un saltatore con l’asta è dovuto all’influenza che ebbe sull’autrice la raccolta di racconti Slow curve, mou ikkyu (“Un’altra palla in leggera rotazione”), di Junji Yamagiwa. Mentre per quel che riguarda il personaggio di Arthur (uno dei “cattivi” della storia e antagonista di Ash) la Yoshida, da non crederci, ha affermato di essersi ispirata a Sting!

Per la realizzazione di Banana Fish l’autrice si è recata personalmente a New York, girando per la città, scattando foto, informandosi sui modi di dire più usati e sulle riviste più lette all’epoca negli Stati Uniti (l’ambientazione americana è creata e riprodotta con una dovizia di particolari davvero notevole). Altra fonte di ispirazione di Banana Fish è stato il film, americano, American Cowboy (in Italia, Un uomo da marciapiede) del 1969.


Credits

Co-Autore: Alla stesura dei testi di questo articolo ha collaborato Tosca, la stesura del paragrafo dello Stile è opera di Fu-chan.

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