Mangaka

Mitsuru Adachi

Tempo di lettura: 4 minuti

Nome e Cognome: Mitsuru Adachi

Data di nascita: 09/02/1951

Segno Zodiacale: Acquario

Gruppo Sanguigno: AB

Sesso: Maschio

Località: Isesaki, Gunma, Giappone

Biografia

Mitsuru Adachi debutta nel 1970 su Shonen Sunday DX con l’opera Kieta bakuon (L’esplosione scomparsa), con testi non suoi. Tutte le sue prime opere infatti saranno sceneggiate da altri, mentre Adachi si presterà solo per la parte grafica. Si tratterà di opere che spazieranno tra tantissimi generi e target diversi. Nell’epoca d’oro del manga sportivo cupo e drammatico, il tratto di Adachi è considerato troppo delicato, il suo metodo di narrare le situazioni quotidiane con silenziosi cambi di scena inadatto alle riviste contenitori per ragazzi. La gavetta quindi continuerà fino al 1978 anno della sua prima serie sceneggiata, Nine. La serie purtroppo non otterrà il consenso sperato e Adachi decide di cambiare registro, torna alle atmosfere shoujo e rinnova il tratto: nasce lo “stile Adachi” e arriva il successo. Gli anni ’80 lo vedranno protagonista, in particolare con Miyuki e Touch entrambi vincitori del premio Shogakukan Manga Award. Questi titoli, che non tarderanno a diventare anime, rendono Adachi popolare non solo in Giappone, ma anche nelle altre regioni asiatiche e in Europa.

È una delle colonne portanti della rivista Shounen Sunday insieme a Rumiko Takahashi. Ha vinto 3 volte lo Shogakukan Manga Award: la prima nel 1983 in due categorie per Miyuki e Touch, la seconda nel 2009 per Cross Game. Si è sposato nel 1985 e ha una squadra di baseball chiamata Vitamin A.

Stile

La critica che più si sente fare ad Adachi è che “non sa disegnare, perché i suoi personaggi sono tutti uguali”, eppure è proprio la mancanza di elementi di spicco che rende così particolare e peculiare la cosiddetta “compagnia teatrale di Adachi”. In ogni sua opera è infatti possibile individuare un cast ben preciso di personaggi, riconoscibili a prima vista grazie ad espedienti grafici profondamente caratterizzanti: il protagonista, l’eroina, l’amico ciccione, l’amico allupato, il rivale belloccio, la mamma, il papà frivolo… La scelta di Adachi di utilizzare personaggi come maschere teatrali, sempre fedeli a loro stessi, è ben precisa: i ruoli sono predeterminati e il lettore capisce con una sola occhiata chi è il protagonista e cosa sta pensando/provando. La sua famiglia di personaggi è un vero e proprio cast che recita in tutte le sue opere, il lettore così non si perde ed entra direttamente nella storia, sempre uguale eppure sempre diversa. Oltre al cast di personaggi altri elementi sono ricorrenti nelle opere di Adachi: il binomio amore/morte, il fan service, il sé stesso disegnato che si intromette nella storia, la scuola, il Koshien, il ritiro sportivo, il bar, lo scorrere delle stagioni… Ognuna ha un preciso significato, ma vi invitiamo a scoprirlo da soli leggendo le sue favolose opere.
Chi si innamora dello stile di Adachi in genere non lo abbandona più e questo perché le storie di questo autore hanno due grandi punti di forza. Il primo è il ritmo: un volume scorre velocemente tra le dita, una lettura fresca e divertente dalla quale però è difficilissimo staccarsi. Il secondo è il non detto: quello che non si dice nei manga di Adachi è talvolta decisamente più importante di quello che viene detto. E non è forse così anche nella vita vera?
Era molto legato a suo fratello maggiore Tsutomu, scomparso nel 2004, anch’egli fumettista. Dopo che Mitsuru raggiunse la notorietà Tsutomu rimase accanto a lui in veste di amministratore. La profondità del legame tra i due fratelli è ben evidente nelle opere di Adachi dove i fratelli non mancano mai.

Opere

  • Kieta Bakuon (1970)
  • Rainbowman (1973): 4 volumi pubblicati dalla Kodansha.
  • Heart no A (1975): raccolta di storie brevi.
  • Hirahira-kun Seishun Jingi (1975): volume unico che racconta le disavventure di un bambino.  
  • Gamushara (1976): miniserie sportiva in 2 volumi.
  • Hirahira-kun Seishun Nikki (1977): volume unico, sequel di Hirahira-kun seishun Jingi.
  • Ah! Seishun no Koushien (1977): serie composta da 7 volumi.
  • Nine (1978): 5 volumi che parlano di un club di baseball.   Oira Houkago Wakadaishou (1979): miniserie in 2 volumi.
  • Hiatari Ryoukou! (1980): shoujo in 5 volumi .
  • Yuuhi yo Nobore!! (1980): altro shoujo in 2 volumi, la protagonista è Yuko, che si innamora di un ragazzo che pratica il kendo.
  • Miyuki (1980): serie composta da 12 volumi.
  • Touch (1981): serie in 26 volumi, i protagonisti sono due gemelli e il tema centrale è sempre il baseball.
  • Ganbare onna no ko! (1984): miniserie in 3 volumi.   Rough (1987): altro shounen sportivo, ambientato nel mondo del nuoto.
  • Slow Step (1987): shoujo composto da 7 volumi .
  • Short Program (1988): raccolta di storie brevi.
  • Nijiiro Togarashi (1990): serie ad ambientazione storica, pubblicata anche in Italia dalla Flashbook col titolo Arcobaleno di Spezie.
  • H2 (1992): serie composta da 34 volumi che narra la storia di due amici d’infanzia appassionati di baseball.
  • Jinbe (1992): volume unico.
  • Hatsukoi Koshien (1998): altro volume unico.
  • Itsumo Misora (2000): 5 volumi che parlano di un gruppo di ragazzi che acquisisce strani poteri…
  • Katsu! (2002): 16 volumi che vedono protagonista un aspirante boxeur.
  • Cross Game (2005): serie in 17 volumi, anche questa vincitrice di uno Shogakukan Award.
  • Idol A (2005): ancora in corso per la Shogakukan. Il primo volume include una one-shot realizzata con la leggendaria Rumiko Takahashi.
  • Bouken shounen (2006): volume unico.
  • Q and A (2009): 6 volumi che parlano di Atsushi, in grado di interagire col fantasma di suo fratello…
  • Short Program girls’ type (2009): raccolta di storie brevi originariamente apparse su riviste di shoujo .
  • Oato ga Yoroshii You de (2010): volume unico.
  • Mix (2012): è il sequel di Touch a cui sta attualmente lavorando.
  • Short Game (2014): raccolta di storie brevi.
  • Natsu no Rakugaki (2017): storia breve

Credits:

Fonte consultata: Federica Lippi, Mitsuru Adachi – L’espressione del quotidiano, Iacobelli, 2010

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