Mangaka

Natsuki Takaya

Tempo di lettura: 4 minuti

Nome e Cognome: Natsuki Takaya

Data di nascita: 07/07/1973

Segno Zodiacale: Cancro

Gruppo Sanguigno: A

Sesso: Femmina

Località: Prefettura di Shizuoka, Shizuoka, Giappone

Biografia

Natsuki Takaya (vero nome: Nada Hatake) è nata a Shizuka il 7 Luglio del 1973. La sua famiglia è composta da lei, madre, padre e sorella maggiore. Fu proprio grazie a quest’ultima che la Takaya inizia a disegnare da bambina, perché la sorella voleva diventare mangaka, così la piccola Natsuki decide di imitarla, e già nel 1991 pubblica Sickly Boy wa hi ni yowai su Betsuhana. Debutta ufficialmente un anno dopo col manga Born Free. Negli anni successivi la mangaka crea diverse storie brevi: Knockin’ on the wall (1992), Voice of mine (1993), Double Flower (1994), Midori no Saidan (1995). 

Forse non tutti sanno che non ha mai preso la patente, è allergica al polline, è mancina e adora i videogiochi, in particolare i giochi di ruolo e non si separa mai dalla sua Playstation 2. Nei free-talk dei suoi manga menziona spesso i videogame che adora: Chrono Cross, Persona, Final Fantasy (il suo personaggio preferito è Selphie), Sakura Taisen e The Legend of Dragoon.
La Takaya ama anche le gomme da masticare, ascoltare Makki, la musica dei videogames, Adiemus e musica celtica. I suoi film preferiti sono Laputa e Field of Deams. Mentre odia i peperoni, gli agrumi e parlare di sé.
È anche una buona lettrice di manga, e le autrici che preferisce sono Saki Hiwatari (l’autrice di Proteggi la mia terra) e Rumiko Takahashi (Maison Ikkoku, Ranma 1/2, ecc). Stando a quello che dice nei free-talk di Fruits Basket, preferisce disegnare le ragazze piuttosto che i maschi. Mentre disegnava il 6° volume di Furuba, si ruppe il braccio sinistro (è mancina), così dovette sospendere la pubblicazione del manga fino a quando non si fu ristabilita.

Stile

Lo stile grafico della Takaya cambia molto dai suoi primi lavori a quelli più recenti. Il suo disegno acerbo nei primi lavori, è maturato moltissimo in Fruits Basket, dove se prendiamo i primi volumi e li confrontiamo con gli ultimi, notiamo un enorme miglioramento. Il tratto si è fatto più pulito, le forme più morbide e delicate. Per quanto riguarda le sue storie, sempre originali e profonde, vi inserisce spesso elementi fantastici o soprannaturali, ed è bravissima nel caratterizzare i personaggi, che sono sempre molto complessi.

Opere

  • Born Free (1992)Il canto delle stelle
  • Genei Muso (1994): nata come storia breve, fu poi espansa in 5 volumi che raccontano di Tamaki, l’ultimo discendente dei sacerdoti che combattono contro le forze del male .
  • Tsubasa wo Motsu Mono (1995): costituito da 6 volumi e ambientato nel 22° secolo, racconta dei viaggi di Kotobuki, una ex-ladra che cerca di trovare un lavoro onesto.
  • Boku ga utau to, kimi wa warau kara (1998): volume unico contenente diverse storie brevi.
  • Fruits Basket (1998): costituito da 23 volumi, è l’opera che la rende famosa in tutto il mondo, infatti ottiene un enorme successo di pubblico e vince nel 2001 il 25° Kodansha Award come miglior shoujo manga. La storia vede come protagonista Tohru, una ragazza che abita insieme ai membri della famiglia Soma, tutti personaggi alquanto strani… infatti quando una persona di sesso opposto li tocca si trasformano in animali! .
  • Komogomo (2006): miniserie di stampo comico mai raccolta in tankobon.
  • Hoshi wa Utau (2007): costituito da 11 volumi, la protagonista è Sakuya che ama guardare le stelle in cielo, uniche fonti di sostegno per la ragazza .
  • Liselotte to Majo no Mori (2011): serie attualmente sospesa, veniva serializzata su Hana to Yume e racconta la storia di Liselotte, che vive in una foresta popolata da streghe .
  • Fruits Basket Another (2015): è il sequel di Fruits Basket ed è composto da 3 volumi.

Parola all’autore

Qui di seguito riporto la traduzione delle domande più interessanti dell’intervista alla Takaya apparsa su TIME nel 2006.

TIME: Cosa le ha fatto amare i manga?
NT: Niente di particolare. Da bambina, dato che ero circondata dai manga e li leggevo, naturalmente ho pensato: “Hey, mi piacerebbe disegnare manga, mi piacerebbe diventare mangaka!”

TIME: Ha mai disegnato doujinshi o lavorato come assistente di altre mangaka?
NT: Prima e dopo il mio debutto, ho aiutato altre autrici di tanto in tanto, ma non ho mai fatto solo l’assistente.

TIME: Cosa ne pensa dei manga creati da autori non giapponesi? Li considera manga o qualcos’altro?
NT: Sono contenta che i manga siano una forma espressiva in espansione. Penso che la nazionalità non centri con quello che dà un manga. Come i giapponesi, i creatori di manga riflettono nelle loro opere la loro individualità in modo diverso. Quello che importa non è la differenza tra i gli autori, ma il loro amore per i manga.

TIME: Cosa ama di più nel disegnare i manga?
NT: Venire a capo della storia e creare come si muovono i personaggi. La cosa che mi piace di più è lo storyboard.

TIME: Che tipi di libri e manga legge, e dove trova ispirazione?
NT: Mi piace molto la serie di CSI, Las Vegas in particolare. È molto interessante. Sono arrivata al punto di prendere seriamente in considerazione se comprare ogni episodio in DVD. Sono quel tipo di persona che non ha un’ispirazione particolare. Probabilmente mi viene dai miei dubbi e desideri.

TIME: Ha delle assistenti? Se sì, insegna loro come disegnare nel suo stile?
NT: Ne ho due. Non insegno loro nulla di particolare, ma mi sono sempre di grande aiuto.

TIME: Fruits Basket ha un buon seguito negli Stati Uniti. Quali pensa che siano le ragioni della sua popolarità?
NT: Questo mi lusinga. Grazie mille. Per la ragione, non ne ho idea, ma se la gente lo legge e pensa “Mi piace” allora questo mi basta per rendermi felice.

TIME: Per quale motivo secondo lei i manga stanno avendo sempre più successo fuori dal Giappone?
NT: Mi chiedo se non sia dovuto soltanto al fatto che i manga possono circolare più facilmente nel mondo rispetto al passato.

Contatti

Twitter: Account Twitter di Natsuki Takaya (account in giapponese)

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